IL MONASTERO RESTITUITO

"IL MONASTERO RESTITUITO. Astino: la storia, i restauri, le opere ritrovate"

e dal 4 maggio 2017

"FOCUS 2017. Cosa leggevano i monaci di Astino"

a cura di Alessandra Civai

 

Mostra Permanente

Ingresso gratuito

 

La Fondazione MIA di Bergamo presenta la mostra "Il monastero restituito": la storia, il restauro, le opere ritrovate all’interno del Complesso monumentale di Astino. A pochi minuti dal cuore di Bergamo Alta un nuovo percorso incentrato sulle opere d’arte riemerse dopo secoli di dispersione e degrado ora restaurate e ricollocate nel monastero. 



La mostra è un’iniziativa della Fondazione MIA - socio unico della Valle d’Astino S.r.l. proprietaria dell’immobile e del fondo agricolo circostante - ha lo scopo di valorizzare l’impegnativo recupero dell’immobile quasi millenario, facendone riscoprire la storia, il restauro e le varie opere ritrovate e ricollocate nelle sedi originarie all’interno del monastero dopo secoli di oblio e di razzie.
Tra i vari capolavori ora ricollocati si potranno ammirare capolavori del senese Pietro Sorri, Antonio Cifrondi, Marcantonio Cesareo e alcuni frammenti di terracotta modellata che costituiscono un’eccezionale scoperta archeologica e che provengono da un perduto gruppo del Compianto su Cristo morto del 1500 circa.

La mostra va a potenziare il percorso stesso di visita della struttura avvalendosi anche di dispositivi tecnologici, come il video immersivo dal titolo Raccontami di Astino, con effetti 3d a cura di Adriano Merigo, e le ‘docce sonore’, che permettono un ascolto localizzato di audio evocativi nei quali sarà la voce di un “antico monaco” a guidare il visitatore alla scoperta dei capolavori restituiti. Inoltre, la app bilingue "Astino - arte natura agricoltura" by Smilevisit permette con audio e video la visita di tutto il comprensorio artistico e naturalistico del Monastero e della sua Valle fino a raggiungere tutti i colli a ovest di Bergamo attraverso 7 itinerari, destinati agli amanti dell’arte, dell’agricoltura sostenibile e dello sport nella natura (trekking, mountain bike). I 7 itinerari sono promossi, oltre che dalla Fondazione MIA, anche dall’Orto Botanico di Bergamo e dal Parco dei Colli.

La mostra è dotata di una guida a stampa bilingue, a cura di Alessandra Civai con il progetto grafico di Giovanna Russo, corredata di ricostruzioni architettoniche per tutte le fasi storiche dell’epopea millenaria dell’edificio, schede con fotografie sui complessi interventi di restauro, schede scientifiche in linguaggio divulgativo sulle opere restituite. E’ pensata come uno strumento di visita per il turista. Tutta la pannellistica della mostra e del percorso monumentale è bilingue.

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FOCUS 2017. COSA LEGGEVANO I MONACI DI ASTINO


Dal 4 maggio al 31 ottobre 2017 la mostra indaga e offre una prima ricostruzione dell’antica biblioteca dei monaci di Astino, ora dispersa. La biblioteca ci offre uno spaccato inedito della cultura, della mentalità e della spiritualità monastica dal Medioevo all’epoca moderna.

 

La Fondazione MIA di Bergamo inaugura il Focus 2017. Cosa leggevano i monaci di Astino nell’ambito della rassegna "Il monastero restituito" all’interno del Complesso monumentale di Astino a pochi minuti dal cuore di Bergamo Alta con un nuovo approfondimento incentrato su una selezione di codici manoscritti medioevali e di volumi a stampa del XVI secolo, appartenenti all’antica biblioteca monastica dei Vallombrosani di Astino, ora dispersa ma in parte ricostruibile in base a nuove ricerche.

I codici e i libri in mostra sono stati prestati da biblioteche e archivi cittadini, nei quali è confluita nel tempo l’antica ‘libraria’ dei monaci.

La mostra è stata progettata e curata da Alessandra Civai per la Fondazione MIA con lo scopo di valorizzare un aspetto centrale dell’antica storia del monastero e offrire un’occasione di approfondimento sui contenuti e i significati culturali dell’antica biblioteca monastica.

Cosa leggevano i monaci, quali erano i loro interessi, erano teologici e religiosi o in altri ambiti, su quali letture si fondava la loro visione del mondo: la mostra vuole dare risposte a questi interrogativi attraverso importanti esemplari di codici manoscritti medioevali e di volumi a stampa del XVI secolo con preziose incisioni, prestati da archivi e biblioteche di Bergamo, quali la Biblioteca Civica A. Mai e Archivi storici comunali, l’Archivio Storico della Diocesi di Bergamo e la Biblioteca del Clero di Sant’Alessandro in Colonna presso la Biblioteca Radini Tedeschi. Si verrà così a sapere quali furono i principali riferimenti identitari alle origini della nascente comunità dei secoli XII e XIII e quali le passioni culturali stimolate tra Quattro e Cinquecento dalla nuova tecnologia della stampa a caratteri mobili: Ovidio, Petrarca, Sannazaro, monsignor Della Casa con il suo Galateo, e altri ancora i nomi ricorrenti, a comprovare la passione per la poesia, per l’oratoria colta, per una comunicazione adeguata del messaggio religioso di cui i monaci erano depositari. Tutto ciò, tuttavia, nell’osservanza della censura imposta dall’Indice dei Libri proibiti in piena Controriforma.

A complemento della mostra e del percorso monumentale, che negli ultimi anni è stato predisposto nel monastero anche con l’ausilio delle nuove tecnologie, dal 13 aprile al 16 settembre si svilupperà un ciclo d’incontri in cui esperti, docenti universitari e responsabili di istituzioni culturali affronteranno temi inerenti al monastero, molti dei quali saranno accompagnati da workshop e esibizioni dal vivo in tema per diversificare le modalità di comunicazione e stimolare la partecipazione del pubblico.

 

ORARI MOSTRA

- Dal 23 Giugno al 17 Settembre 

da martedì a domenica dalle 10.00 alle 22.00

- Dal 19 Settembre al 30 Settembre
da martedì a venerdì dalle 16.00 alle 22.00
sabato e domenica dalle 10.00 alle 22.00

Chiuso il lunedì.

 

RASSEGNA STAMPA

FOCUS 2017. COSA LEGGEVANO I MONACI DI ASTINO, L'Eco di Bergamo on line del 04/05/2017

Astino svela le letture dei monaci, L'Eco di Bergamo del 04/05/2017

 

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